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Premessa: la rappresentazione grafica è il modo più ovvio e intuitivo di tradurre in forma immediatamente visibile e interpretabile l'andamento di una serie storica di quotazioni, anche a livello di corsi e lezioni. Esistono diversi tipi di grafici utilizzabili a tale scopo, ciascuno con caratteristiche e obiettivi specifici, ma quelli più diffusi sono i grafici a barre o bar charts. Grafici a barre : i grafici a barre sono costituiti da una successione di barrette verticali con delle stanghette a destra di ciascuna e, eventualmente, anche a sinistra. A ciascuna barra corrisponde una unità di rilevazione che può essere un anno, un mese, una settimana, un giorno, un'ora o anche meno. L'altezza della barra rappresenta l'escursione che il bene quotato presenta nell'unità di osservazione, così che il valore minimo corrisponde all'estremo inferiore del segmento e il valore massimo corrisponde all'estremo superiore. ![]() Se la rilevazione è settimanale, mensile o annuale, per prezzo di chiusura si intende il prezzo ufficiale dell'ultimo giorno del periodo di rilevazione. Se la rilevazione è infragiornaliera, per prezzo di chiusura si intende quello dell'ultima rilevazione. A sinistra del bar chart appare, talvolta, un'altra stanghetta orizzontale corrispondente al prezzo di apertura. Anche in questo caso, per osservazioni di estensione superiore a quella giornaliera, il prezzo adottato è quello di apertura del primo giorno del periodo, mentre, nel caso di rilevazione infragiornaliera, è quello della prima rilevazione. Non essendoci regole fisse e immutabili, nulla impedisce all'analista di adottare convenzioni diverse. Funzione del grafico: dicevamo sopra che obiettivo dei grafici è quello di rendere visibile l'andamento di una serie storica di quotazioni come da figura seguente. ![]() |
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